Disturbi di personalità: quando gli stessi schemi si ripetono da sempre

Relazioni che iniziano intensamente e finiscono male. Emozioni che arrivano come onde e travolgono tutto. Una sensazione di vuoto che non si riesce a spiegare a nessuno. E la domanda che torna sempre: perché a me succede sempre la stessa cosa come se ci fosse un copione che inevitabilmente si ripete?

Voglio partire da una premessa che considero importante: avere un disturbo di personalità non significa avere una personalità sbagliata.

Sono la dott.ssa Daniela La Porta, psicologa e psicoterapeuta ad orientamento psicodinamico. Ricevo a Roma e online.

Che cosa sono i disturbi di personalità

I Disturbi di Personalità sono condizioni psicologiche caratterizzate da modalità di pensare, sentire, percepire sé stessi e relazionarsi con gli altri che risultano rigide, persistenti e poco flessibili. Questi schemi sono presenti da molti anni, influenzano diversi ambiti della vita e possono provocare una significativa sofferenza personale o difficoltà nelle relazioni, nel lavoro e nella vita quotidiana.

La personalità è il modo unico con cui ciascuno di noi interpreta il mondo, gestisce le emozioni e costruisce le relazioni. Quando alcune modalità diventano particolarmente rigide e difficili da modificare, limitano la capacità di adattarsi alle diverse situazioni della vita e compromettono il benessere psicologico.

Come lo descriverei a un paziente

Avere un disturbo di personalità significa aver sviluppato, nel corso della propria storia, modalità di funzionamento che un tempo sono state utili per affrontare determinate esperienze, ma che oggi creano sofferenza.

Se sei cresciuto in un ambiente imprevedibile, diffidare è stato intelligente. Se i tuoi bisogni non venivano visti, annullarti o pretendere attenzione con forza è stato l’unico modo per esistere. Il problema non è che quelle strategie fossero sbagliate: è che ora non servono più, e tu non ne conosci altre.

Molte persone arrivano in terapia perché si accorgono di vivere sempre gli stessi conflitti: relazioni che si interrompono, difficoltà a fidarsi, emozioni molto intense, paura dell’abbandono, bisogno di controllo, oppure una costante sensazione di vuoto o di inadeguatezza.

Il percorso terapeutico permette di comprendere l’origine di questi schemi, riconoscerli mentre accadono e costruire modalità più flessibili di vivere sé stessi e le relazioni.

Cause e fattori

I disturbi di personalità non dipendono mai da un’unica causa: sono il risultato dell’interazione tra predisposizioni individuali ed esperienze di vita.

  • Predisposizione biologica e genetica, che influenza caratteristiche come la sensibilità emotiva, l’impulsività e la capacità di regolare le emozioni.
  • Esperienze traumatiche o relazioni difficili durante l’infanzia: trascuratezza emotiva, abusi, rifiuto, abbandono, perdite significative.
  • Dinamiche familiari disfunzionali, caratterizzate da instabilità affettiva, eccessiva criticità, incoerenza educativa o difficoltà nel riconoscimento dei bisogni emotivi del bambino.
  • Modalità di funzionamento consolidate nel tempo: vivere emozioni molto intense, evitare le relazioni, diffidare degli altri, agire impulsivamente.
  • Eventi di vita particolarmente stressanti, che accentuano modalità già presenti e aumentano la sofferenza.

Come riconoscerli: sintomi e segnali

Si manifestano in modo molto diverso da persona a persona, ma alcuni segnali ricorrono.

Sul piano personale

  • Difficoltà a costruire un’immagine stabile di sé.
  • Sensazione di vuoto, insicurezza o mancanza di identità.
  • Difficoltà a definire obiettivi e valori personali.
  • Bassa autostima oppure, all’opposto, un bisogno costante di conferme.

Sul piano emotivo

  • Emozioni molto intense e difficili da regolare.
  • Cambiamenti improvvisi dell’umore.
  • Ansia persistente, rabbia intensa, frustrazione.
  • Difficoltà a tollerare la critica, il rifiuto o la separazione.

Sul piano relazionale

  • Relazioni instabili o conflittuali.
  • Paura dell’abbandono o forte diffidenza verso gli altri.
  • Difficoltà a costruire rapporti intimi e duraturi.
  • Tendenza all’isolamento oppure bisogno costante di approvazione.

Sul piano comportamentale

  • Impulsività o difficoltà nel controllo delle emozioni.
  • Comportamenti rigidi e poco flessibili.
  • Difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti.
  • Ripetizione di schemi relazionali che generano sofferenza.

Una precisazione necessaria sulle etichette

Termini come “borderline” o “narcisista” circolano ormai ovunque, usati come insulti o come diagnosi improvvisate su un partner o un familiare. Questo produce due danni: allontana chi avrebbe davvero bisogno di aiuto, per paura dell’etichetta, e semplifica quadri clinici che sono complessi e profondamente diversi tra loro.

Una diagnosi di personalità si formula in un contesto clinico, con tempo e strumenti adeguati, e serve solo se aiuta a capire e a curare. Non è mai un giudizio sul valore di una persona.

I principali quadri

Il DSM-5-TR descrive diversi disturbi di personalità, raggruppati in tre grandi aree. Li riassumo qui non per invitarti a collocarti in una casella, ma perché conoscerli aiuta a capire di cosa si parla.

Area della stranezza ed eccentricità: modalità caratterizzate da forte diffidenza e sospettosità, da un marcato distacco dalle relazioni, o da un pensiero e un comportamento percepiti dagli altri come insoliti.

Area dell’emotività e dell’impulsività: comprende i quadri più frequenti nella pratica clinica. Qui rientrano le personalità caratterizzate da instabilità emotiva e relazionale, paura intensa dell’abbandono e senso di vuoto; quelle segnate da un bisogno costante di ammirazione e da una fragilità dell’autostima nascosta dietro un’apparente sicurezza; e quelle in cui prevalgono impulsività e ricerca continua di attenzione.

Area dell’ansia e del timore: modalità dominate dal timore del giudizio e dall’evitamento sociale, dal bisogno eccessivo di essere accuditi e di appoggiarsi agli altri, oppure da perfezionismo, rigidità e bisogno di controllo.

Nella realtà clinica i confini sono meno netti di quanto queste categorie suggeriscano, e la stessa persona presenta spesso caratteristiche appartenenti ad aree diverse. Ciò che conta, nel lavoro terapeutico, non è l’etichetta: è capire come funzioni tu e che cosa ti fa soffrire.

Che cosa succede se non vengono affrontati

Sul piano personale possono compromettere il senso di identità, la capacità di affrontare le difficoltà quotidiane e il benessere emotivo, favorendo insoddisfazione, ansia, depressione o senso di vuoto.

Sul piano relazionale rendono difficile costruire rapporti stabili e soddisfacenti, e favoriscono conflitti ricorrenti, difficoltà di fiducia, dipendenza affettiva o isolamento. È spesso l’ambito in cui il dolore si fa più acuto, perché ogni relazione che finisce conferma la convinzione di essere irrimediabilmente sbagliati.

Sul piano lavorativo o scolastico incidono sulla gestione dello stress, sui rapporti con colleghi e superiori, sulla continuità dei progetti.

Nel tempo la sofferenza può associarsi ad altri disturbi psicologici — ansia, depressione, disturbi alimentari, abuso di sostanze, comportamenti impulsivi — rendendo il quadro più complesso.

Come lavoro sui disturbi di personalità: il percorso terapeutico

Nel percorso terapeutico considero fondamentale comprendere la tua storia e il significato che le tue modalità di funzionamento hanno assunto nel corso della vita. Quelli che oggi appaiono come comportamenti problematici sono spesso strategie sviluppate per adattarsi a esperienze relazionali difficili o dolorose.

Il primo incontro conoscitivo non è un colloquio di valutazione diagnostica: è un primo spazio per capirci.

La relazione terapeutica è lo strumento principale. Nei disturbi di personalità il cambiamento non passa attraverso tecniche applicate dall’esterno, ma attraverso l’esperienza di una relazione stabile, affidabile e sicura, in cui gli schemi di sempre possono emergere, essere visti e, per la prima volta, avere un esito diverso.

Il lavoro psicodinamico approfondisce le esperienze precoci, le modalità di attaccamento e i vissuti emotivi che hanno contribuito alla costruzione della tua personalità, esplorando le dinamiche relazionali, i conflitti interni e i modelli che tendono a ripetersi.

In parallelo lavoriamo sulla regolazione emotiva, sulla tolleranza della frustrazione e sul rafforzamento del senso di identità.

L’obiettivo non è modificare la tua personalità — non è né possibile né auspicabile. È favorire una maggiore consapevolezza di te, migliorare la regolazione emotiva, rafforzare il senso di identità e costruire relazioni più autentiche.

Sui tempi sono onesta: si tratta generalmente di un percorso che richiede tempo, continuità e una solida alleanza terapeutica. È anche uno di quei percorsi che, quando funziona, porta ai cambiamenti più profondi e duraturi.

Dove ricevo a Roma

Ricevo nel mio studio a Roma viale Marx 112 e online via WhatsApp o Google Meet.

Richiedi un primo incontro conoscitivo

Se hai la sensazione di ripetere sempre la stessa storia, quella storia si può comprendere — e si può scrivere diversamente.

Compila il modulo di contatto qui sotto: ti risponderò personalmente per fissare insieme un primo incontro conoscitivo.


FAQ (domande frequenti)

Si può cambiare, e molto. Oggi sappiamo che i tratti rigidi si ammorbidiscono e che la qualità di vita può migliorare in modo significativo. Richiede tempo e costanza.

I test e gli articoli online non fanno diagnosi. Riconoscersi in una descrizione è un buon motivo per parlarne con un professionista, non per concludere qualcosa da soli.

Puoi venire tu. Lavoriamo su come starci dentro senza esaurirti e su cosa è realistico aspettarsi.

A volte sì, soprattutto in presenza di forte impulsività, ansia o depressione. In quel caso collaboro con colleghi di fiducia.

Dicono di me...

5
È da qualche mese che ho intrapreso il percorso con la dottoressa. Nonostante le difficoltà iniziali e la diffidenza da parte mia, ad oggi devo ricredermi, perché grazie alla dottoressa La Porta sento di essere riuscito a sbloccare dei tasselli che mi hanno permesso di affrontare problematiche che stavano oscurando la mia vita.

S. V.

5
La Dr.ssa La Porta è sempre attenta alle esigenze del paziente e puntuale. Sin di dai primi colloqui è definita la cadenza degli incontri e la strutturazione degli stessi. Personalmente mi trovo molto bene a seguire il percorso di terapia con lei, sia nell'immediato che in prospettiva a più lungo termine. Consigliatissima.

S. C.

5
Professionista preparatissima, grande ascoltatrice, restituisce con un elevatissimo livello di analisi e contributi efficaci adattati al paziente. Ampio spettro di attività. È una professionista la quale attività accompagna le piccole criticità quotidiane come i traumi complessi o invalidanti. Altissima professionalità.

S. P.

5
Dopo circa 3-4 mesi di percorso posso dire di trovarmi davvero molto bene con la dottoressa La Porta. Fin dal primo incontro ho avuto l’impressione che avesse colto subito il punto e compreso ciò di cui avevo bisogno. È un’ottima professionista, attenta e preparata, con cui è facile sentirsi ascoltati. Mi sento assolutamente di consigliarla.

E. P.

Contattami per un appuntamento